Un Paese indimenticabile 
Se mi avessero detto che il nostro viaggio in Etiopia sarebbe stato ancora più bello ed emozionante di quello fatto 4 anni fa, avrei risposto che non era assolutamente possibile.
Nel 2014 siamo andati in Etiopia con Charity:Water (https://www.charitywater.org), un’associazione americana molto importante che opera nel mondo per portare acqua pulita a chi non ne ha.
E’ stato un doppio colpo di fulmine!
Innanzitutto ci siamo innamorati dell’Etiopia che è di una bellezza mozzafiato: paesaggi che nulla hanno da invidiare al Gran Canyon, colori della terra e del cielo intensi, sorrisi indimenticabili, e poi, colpo di fulmine per Charity:Water.
In quell’occasione , infatti, abbiamo potuto toccare con mano i miracoli che C:W compie. Abbiamo visitato villaggi nei quali sono riusciti a portare acqua attraverso la costruzione di pozzi e, sentendo le parole delle persone abbiamo realizzato che con poco sforzo da parte nostra possiamo realmente cambiare la vita alle persone.
Una sera durante quel viaggio è nata così l’idea di portare Camilla in Etiopia e abbiamo proposto il nostro aiuto a Scott, il fondatore di C:W.
L’idea è stata quella di costruire in due scuole le biblioteche e nel contempo sponsorizzare anche la costruzione di un pozzo per l’acqua e delle latrine nelle scuole.
Il pozzo permette ai bambini di poter andare a scuola invece di camminare ore per andare a prendere l’acqua per le loro famiglie: di ritorno da scuola possono portare a casa l’acqua pulita. E le latrine permettono innanzitutto una migliore igiene e poi danno la possibilità alle ragazze di andare a scuola anche durante i giorni del ciclo, cosa che, ci dicevano, non succedeva.
L’Associazione ha donato così a Charity:Water 65,000 US$ e un amico di Londra ha donato altrettanto per il nostro progetto.
Siamo stati in contatto con C:W per questi anni, promuovendo anche un’altra raccolta fondi in occasione del nostro 25mo anniversario di matrimonio (raccolti 43,000 US$). Abbiamo ricevuto informazioni e foto riguardanti le due scuole ma il nostro sogno era di andare a vedere con i nostri occhi.
Così, il 20 ottobre finalmente siamo partiti con C:W, destinazione TIGRAI!

Il primo giorno
Dopo essere passati per Addis Ababa e incontrato il nostro ragazzino che abbiamo in adozione a distanza da qualche anno, siamo atterrati a Shire e, dopo qualche ora di macchina su strade più o meno asfaltate, siamo arrivati alla Abeba Elementary School, il primo dei nostri progetti.
Qui siamo stati accolti dai bambini delle classi 1-4 elementare che si sono radunati tutti con noi ad ascoltare le parole del loro Preside il quale ci ha detto che nella scuola ci sono 555 studenti dal Grade 1 all’ 8 (corrispondenti alle nostre elementari e medi), di cui 294 maschi e 261 femmine.
Gli insegnanti sono 17 in totale e i vengono fatti doppi turni: dal Grade 1 al 4 vanno 4 ore alla mattina e dal 5 all’8, 4 ore al pomeriggio. Questo perché non ci sono abbastanza aule ed insegnanti per avere un unico turno.
Nel Grade 8 dell’anno scorso si sono diplomati 41 studenti su 42, un dato eccezionale e molti di loro hanno deciso di proseguire le scuole.
Nel Grade 1 quest’anno ci sono 92 studenti, il che significa che il numero dei bambini che frequentano la scuola è in crescita.
Gli studenti che abitano più lontano camminano 1 ora e mezza ogni giorno per raggiungere la scuola ed altrettanto per tornare a casa.
E’ stato creato un Hygene Club, nel quale gli studenti vengono istruiti sulle regole di base di igiene, istruiscono a loro volta i loro compagni e si occupano della manutenzione e pulizia delle aule e dei bagni.

Abbiamo poi visitato la biblioteca sulla quale è apposta la targa dedicata a Camilla e, devo dire, l’emozione è stata veramente tanta…

Per la biblioteca hanno costruito una struttura abbastanza grande, con scaffali pieni di libri (una rarità da quelle parti), un piccolo computer, banchi (anche questi sono un privilegio), la luce elettrica. La biblioteca viene trattata con un grandissimo rispetto e tenuta veramente con attenzione in quanto rappresenta una ricchezza, tanto che altre scuole della zona si recano a visitarla e a consultare i libri.


Gli insegnanti, il Preside e noi ospiti siamo poi stati invitati in una classe dove i bambini ci hanno cantato una canzone e noi abbiamo potuto fare loro qualche domande alla fine ci hanno offerto un buonissimo caffè.


La nostra visita si è conclusa con una intensa partita di calcio vinta da noi “ospiti” che siamo riusciti a battere la squadra di insegnanti e studenti!

Il secondo giorno
Il secondo giorno abbiamo visitato due villaggi.
Nel primo abbiamo potuto vedere cosa significa vivere senza acqua pulita. Le persone qui devono affidarsi alla casualità del tempo atmosferico: acqua abbondante e fango durante la stagione delle piogge e acqua stagnante e lontana ore di cammino il resto dell’anno.
Le pozze dalle quali ricavano l’acqua sono sporche e condivise con gli animali che vi si abbeverano. Ed essendo un bene prezioso, usano l’acqua per i bisogni primari, non certo per lavarsi o lavare gli abiti.

La cosa che più mi ha colpito sono stati gli occhi di questi bambini, molto più spaventati e insicuri, come se la mancanza d’acqua togliesse loro anche la dignità e la serenità.

Nel secondo villaggio abbiamo assistito ai lavori per la costruzione di un pozzo e vedere la riconoscenza negli occhi delle persone è stato uno dei regali più grandi.
Il terzo giorno
Dopo oltre quattro ore di macchina di cui la maggior parte su una strada sterrata infinita e piena di buche, sperso nel nulla, arriviamo al villaggio di Salem.
L’accoglienza è commovente: tutti i ragazzi della scuola si sono schierati in due ali lungo la strada e ci hanno festeggiato…brividi!

Una passeggiata di 20 minuti ci porta alla Salem Elementary School. E’ bellissimo perchè i bambini fanno a gara per poterti camminare vicino, e poi però per rispetto e per paura non ti toccano. Vogliono solo starti vicino il più possibile. Quando poi però gli dai la mano allora le cose cambiano: te la tengono stretta, non vogliono condividerla con gli altri, e senti che davvero si è creato un legame e quella manina non vorresti lasciarla più.

Ci accoglie il Preside, un giovane ragazzo molto entusiasta ed emozionato che ci racconta che nella sua scuola, quando è stata creata nel 2005 c’erano 70 bambini, mentre oggi ne accolgono 670!
Gli insegnanti erano 2 e ora sono 20. Negli ultimi 2 anni sono stati promossi il 100 per cento dei ragazzi e ci hanno confermato che la biblioteca è stata fondamentale per questo, la qualità della preparazione degli studenti è decisamente migliorata. Molti di loro hanno deciso di proseguire gli studi, malgrado la scuola superiore più vicina sia a 30 km dal villaggio.
I ragazzi che fanno il primo turno a scuola, per non tornare a casa sotto il sole delle ore calde, spesso si fermano in biblioteca a fare i compiti. Mediamente gli studenti devono camminare ogni giorno da un minimo di 3 ad un massimo di 6 chilometri per raggiungere la scuola.
Gli insegnanti preferiscono fermarsi alla biblioteca dopo le lezioni per correggere i compiti e preparare le lezioni in quanto a casa non hanno l’elettricità e quindi approfittano delle luci della biblioteca.


E’ stato bello sentire un genitore che ha portato la sua esperienza personale, raccontandoci che quando era piccolo lui, nessuno andava a scuola, ora invece il tasso di affluenza è del 91 per cento, mentre nel 2005 era solo del 10 percento.

Mancano ancora tante cose in queste scuole (ad esempio il tetto di molte aule, o i banchi…) e ci siamo già accordati con le Associazioni locali per provvedere ad aiutarli.

Anche il pozzo di acqua pulita, le latrine e il Club di Igiene sono stati fondamentali anche perché nel raggio di chilometri non c’è nessun medico o infermiere e quindi ridurre le infezioni e le malattie dalla radice è un passo molto importante.


Dove sono i nostri progetti?
Se seguite questo link potete vedere sulla mappa dove sono le nostre due scuole ed essere aggiornati sul flusso d’acqua prodotto dai nostri pozzi!
https://www.charitywater.org/our-projects/completed-projects/
Indicate “Canevari” nello spazio di ricerca e compariranno i nostri progetti!
Chiaramente non finisce qui. In Etiopia sono già arrivati i fondi raccolti per il nostro anniversario e presto saranno allocati su tre o quattro progetti e poi altro faremo con l’aiuto di tutti perchè questi bambini si meritano veramente tutto!
